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Arcangelo tartufaro

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Di recente bambino,
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cinque anni soltanto,
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il profumo di nonno
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mi stregava la sera
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invadendo il mio sonno,
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l'
odore di tartufo
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acquattato in cucina
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insidiava la casa
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afferrando il mattino.
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Aspettavo vigile
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il sorgere del giorno,
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al guaito del cane
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spalancavo gli occhi
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e saltavo dal letto
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sempre pronto a seguire
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il papà e il cagnetto.
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E'
avventura in radura
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desiderio ed attesa,
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contagiato dal cane
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con orecchie pendule
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con la coda ben tesa.
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Faticoso il sentiero,
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stracarico di inciampi,
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con il cuore sospeso
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sul confine dei campi.
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E quel sogno prosegue
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anche ora da grande,
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a colmare il cestino
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l'
odore di tartufo,
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desiderio e destino
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di tutta la mia vita
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e adesso che i miei piedi
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si mostrano restii
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a morder la salita,
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nelle notti di luna,
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ripercorro i sentieri
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sognando un' altra vita,
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stracolma di tartufi
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ben paffuti e rigonfi
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quasi volti di gufi.
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Val Borbera, gennaio 2012
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