Vertigine tra terra e mare
 
La linea dei monti
si staglia discreta,
delimita spazi
di modesti pensieri.
 
Il mare si spande
senza confini
si sperde lo sguardo
in questo gran vuoto.
 
Smarrito in acque 
prive di approdo,
beccheggio insicuro
come foglia nel vento,
precipito attonito
sfidando l'abisso.
 
Respiro macaia,
che ingoia ansimando
gli scogli salmastri,
in attesa impaziente
del caldo scirocco,
che mi renda la tua voce
dal silenzio dell'anima.
 
Genova, giugno 2010