Trio
 
Simone e l’organetto,
un corpo solo
che si contorce a ore
tra gioia beatitudine o dolore.
Assente al mondo
che ruota in cerchio
tra frenesia di passi e danze
che inondano la stanza.
Solo rari sguardi complici,
brevi attimi d’intesa
verso Matteo Ghironda,
fascio di nervi accesi
frullar di mani e dita,
eterna eccitazione mai sopita.
In mezzo Davide
presente e onnipresente:
mani e occhi e orecchie,
cio' che non tocca o vede,
coglie, ascolta e sente.
Vorrei saper di musica
e giudicare i suoni
mi contento di specchiar l’anima mia
nelle vostre emozioni.
 
Perrero, 29 marzo 2003